Fermiamo il nucleare, non serve all’Italia

Pubblicato: giovedì, 3 giugno 2010

fermiamo il nucleare



Con l’ultima delibera della Segreteria Nazionale uscente, Slow Food Italia ha aderito al Comitato “Fermiamo il nucleare”. La decisione nasce dal presupposto che il cibo e l’energia sono due temi fortemente legati (si pensi allo slogan dell’Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e allo slogan derivato per il progetto che Slow Food Italia sta portando avanti a Milano “Nutrire Milano. Energia per il cambiamento”).

La visione del nucleare e quella degli Ogm presentano molti punti in comune, poiché sono figlie del medesimo modo, lineare e riduzionista, di intendere lo studio della natura e le applicazioni della scienza. Si tratta di visioni in perfetta antitesi rispetto a quelle di Slow Food, che pensa alle energie rinnovabili in termini di microgenerazione e all’agricoltura come protezione di biodiversità. In entrambi i settori lo scontro è tra il modello “oligopolista” e il modello delle reti e della partecipazione delle comunità.

Slow Food Italia ha quindi aderito all’iniziativa e vi terrà aggiornati sulle sue evoluzioni. Leggi il documento “Fermiamo il nucleare, non serve all’Italia“, stilato dai promotori del comitato.


La Condotta Slow Food del Basso Mantovano ha aderito al Comitato cittadino di Pegognaga (Mantova) NO AL NUCLEARE. SÌ ALLE ENERGIE RINNOVABILI che partecipa al coordinamento provinciale di tutela della salute della collettività e di salvaguardia dell’ambiente.

VISITA IL SITO DEL COMITATO ANTINUCLEARE DI PEGOGNAGA

Appello per un Comitato Nazionale
Fermiamo il nucleare, non serve all’Italia

Crediamo che la scelta del Governo di far tornare il nucleare in Italia sia una scelta sbagliata e rischiosa, che non fa gli interessi dei cittadini e del Paese.
Alcuni dati lo dimostrano:

L’Italia ha una potenza elettrica installata di ormai quasi 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 55.000 megawatt. Le recenti dichiarazioni di autosufficienza energetica dei Presidenti di alcune regioni italiane valgono anche per il resto del Paese. Non abbiamo dunque bisogno di nuova energia ma di energia rinnovabile in sostituzione di quella fossile.

Il nucleare costa troppo, in nessun paese al mondo si costruiscono centrali senza finanziamenti pubblici e garanzie statali, che ricadono poi sulle tasse e le bollette pagate dai cittadini. In Italia si distoglierebbero risorse importanti dalla ricerca per l’innovazione tecnologica e dalla diffusione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili.
A fronte però dell’impiego di così ingenti risorse pubbliche, la risposta alla crisi economica e occupazionale non è significativa, soprattutto se equiparata al rapporto tra occupazione e investimento nei settori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili.
Secondo uno studio dell’Unione Europea del 2009 investire oggi per raggiungere nel 2020 il 20% di rinnovabili creerà 2,8 milioni di posti di lavoro con oltre 2000 imprese coinvolte.
Il nucleare continua a essere rischioso: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, con una nota congiunta le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Inoltre è utile ricordare che nel mondo non è stato ancora risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.
Il nucleare non ridurrebbe la dipendenza energetica dall’estero perché importeremmo l’uranio e, secondo il recente accordo sottoscritto con la Francia, importeremmo tecnologia e brevetti esteri, per tutto il ciclo di vita fino alla messa in sicurezza delle scorie.

Quanto al presunto “rinascimento” del nucleare nel mondo, i Paesi che lo hanno scelto negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, sono costretti a prolungare l’attività delle loro centrali per evitare gli ingenti costi di smantellamento degli impianti a fine vita, come in Germania, o a progettarne di nuove, per evitare la crisi di un costosissimo comparto industriale, come in Francia.
Infine il nucleare non darà nessun contributo a rispettare i vincoli posti dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, perché le prime centrali non saranno operative prima del 2026-2030, e perché il complesso ciclo di approvvigionamento della materia prima, di costruzione e smantellamento produce non poca CO2.

Per tutte queste ragioni, s’invitano tutti a superare dispute ideologiche di parte e compiere scelte razionali e convenienti per il Paese, per contrastare i cambiamenti climatici e rispettare almeno gli obiettivi minimi posti dall’Unione Europea del 20-20-20. L’auspicio e l’impegno delle associazioni promotrici e di tutti gli aderenti è che si crei un grande schieramento unitario e trasversale, al di là delle diverse appartenenze e collocazioni politiche.

Vogliamo costruire insieme al mondo della cultura e della politica, della scienza e del lavoro, della società civile e delle imprese, strategie unitarie e comuni che possano ridare al Paese la prospettiva di un modello energetico sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale.

Le associazioni promotrici:
Accademia Kronos
Ambiente e Lavoro
Amici della Terra
Associazione Mediterranea per la Natura
Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare
Fare Verde
Forum Ambientalista
Greenpeace
Italia Nostra
Jane Goodal Italia
Lav
Legambiente
Lipu
Mountain Wilderness
Pro Natura
Slow Food Italia
Vas
Wwf

filetto_orizz
→ SCARICA IL DOCUMENTO UFFICIALE

filetto_orizz


Posted in Archivio, Campagne, Iniziative, Notizie | Comments (0)

Pubblica un commento

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Documento senza titolo

SLOW FOOD
Condotta
Basso Mantovano

p.za V. Veneto, 11
46020 PEGOGNAGA (MN)

E-mail

tel. 329.3176082
fax 0376.550238

c.f. 91009650200